Pagamenti, basso il tasso di frodi ma aumentano le “truffe del telefono rotto”

Pagamenti, basso il tasso di frodi ma aumentano le “truffe del telefono rotto”
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Sono le carte di pagamento lo strumento più utilizzato per le truffe, ma i bonifici espongono le vittime a una perdita economica mediamente più significativa. Un passo in avanti, però, è rappresentato dall’obbligo di verifica dell’Iban del beneficiario introdotto dall’Instant payment regulation. È questa la fotografia che scatta la Banca d’Italia con il «Rapporto sulle operazioni di pagamento fraudolente in Italia – II semestre 2025», pubblicato il 20 luglio 2026. Nel secondo semestre del 2025, infatti, il numero più elevato di operazioni fraudolente è avvenuto con l’uso di carte di pagamento: ben 457.000. La moneta elettronica, seconda per frequenza, è stata utilizzata in 269.000 casi. Numeri decisamente più contenuti si registrano, invece, per i bonifici (31.900) e per i prelievi allo sportello automatico (19.800). Se si considera, però, il valore economico sono i bonifici a pesare di più nel panorama delle frodi: 88,7 milioni di euro da giugno a dicembre 2025. Le carte e la moneta elettronica seguono con discreto distacco, per un ammontare rispettivo di 36,5 e 11,1 milioni di euro.

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Gli strumenti di pagamento

Secondo Via Nazionale, i dati offrono una rappresentazione dei diversi casi d’uso e della diffusione degli strumenti di pagamento. I bonifici sono usati prevalentemente per pagamenti, anche di importo elevato, tra persone fisiche e tra imprese, mentre le carte e la moneta elettronica hanno come uso principale l’acquisto di beni e servizi. A differenza dei bonifici, quindi, generano «un numero elevato di transazioni ma di importo mediamente più contenuto». Infatti, si legge nello studio, l’importo medio delle frodi è più elevato per i bonifici Sepa ordinari (5.509 euro) e istantanei (1.850 euro) rispetto ai prelievi allo sportello (505 euro), ai pagamenti con carta (80 euro) e con moneta elettronica (41 euro).

Tasso contenuto

Complessivamente, il tasso di frode rimane basso: 10 casi ogni 100.000 operazioni, per un corrispettivo di tre euro ogni 100.000 euro transati. Per quanto riguarda i bonifici, le operazioni fraudolente sono quattro ogni 100.000, per un valore di due euro ogni 100.000 euro mobilitati. Incidenza di frodi «sensibilmente superiore» si rileva tra i bonifici Sepa istantanei: 12 occorrenze ogni 100.000 operazioni, 28 euro ogni 100.000 trasferiti. Rispetto al semestre precedente e allo stesso periodo del 2024, però, si segnala una significativa riduzione: – 38 per cento in confronto ai primi sei mesi del 2025 e -53 per cento se paragonato al secondo semestre del 2024. Secondo Palazzo Koch, ha contribuito il rafforzamento delle misure di prevenzione e di sensibilizzazione attuate dai Prestatori dei servizi di pagamento (Psp) a fronte dell’entrata in vigore dell’Instant payment regulation. Tra le previsioni del regolamento Ue figura anche la verifica dell’Iban del beneficiario.

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I prelievi allo sportello, invece, sono fraudolenti in cinque casi su 100.000 e per 10 euro ogni 100.000 ritirati. Più alto, ma in diminuzione rispetto al primo semestre dello scorso anno, il tasso di frode per la moneta elettronica: 9 casi ogni 100.000 e 17 euro ogni 100.000 transati per le carte di debito e credito, che arrivano a 18 casi ogni 100.000 e 24 euro ogni 100.000 trasferiti per le prepagate.

E-commerce e non solo

Complessivamente, le operazioni disposte a distanza espongono a un maggiore rischio rispetto a quelle effettuate in presenza tramite Pos. Tuttavia, il divario si è ridotto rispetto al primo semestre del 2025: se le transazioni effettuate in presenza non presentano variazioni significative, diminuisce l’incidenza di frodi nell’e-commerce. Allo stesso modo, si rivelano più pericolose le operazioni transfrontaliere rispetto a quelle domestiche, soprattutto quando si utilizzano carte di pagamento e moneta elettronica. In particolare, sebbene solo il due per cento delle transazioni con carta e moneta elettronica avvenga fuori dallo Spazio economico europeo (See), è lì che avviene, rispettivamente, un quarto e un terzo delle frodi associate a questi strumenti.

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