Più sostegno alle attività educative e ricreative dei giovani

Più sostegno alle attività educative e ricreative  dei giovani
Boys kick football balls. Children attending outdoor soccer class. School children running and kicking balls on summer training camp. Football soccer children training class. Kids practicing football matimix - stock.adobe.com

Approvato oggi, 21 luglio, in via definitiva con 105 voti favorevoli, nessuna contrario e 19 astensioni, il Ddl di delega al Governo per il sostegno delle attività educative e ricreative non formali (A.S. 1766), già approvato dalla Camera. L’obiettivo del disegno di legge, che si compone di quattro articoli, è incentivare e sostenere le attività educative e ricreative non formali, che coinvolgono i bambini e gli adolescenti, contrastare la povertà educativa e l’esclusione sociale, favorire il protagonismo delle nuove generazioni anche con il loro coinvolgimento nei processi decisionali che li riguardano e sostenere le famiglie tramite opportunità educative rivolte al benessere psicofisico dei figli, dalla nascita fino al compimento della maggiore età. Un’iniziativa rilevante sia per affrontare i mesi estivi, quando le scuole chiudono e diminuiscono i servizi per i più giovani, sia per riempire con sport, musica, teatro e laboratori artistici i momenti extrascolastici.

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La delega al Governo

Il Governo è, quindi, delegato ad adottare, entro nove mesi dalla data di entrata in vigore del provvedimento, uno o più decreti legislativi finalizzati a promuovere la diffusione di opportunità educative non formali rivolte al benessere dei minori, nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi:

a) aggiornare le disposizioni dei commi da 213 a 215 dell’articolo 1 della legge 207/2024 (legge di Bilancio 2025), prevedendo misure in favore dei Comuni, che sostengono, in via prioritaria, i nuclei familiari al cui interno ci sono figli che hanno bisogni speciali e i nuclei familiari numerosi;

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b) prevedere che le iniziative possano essere svolte anche attraverso accordi con i Comuni limitrofi, presso le scuole, i centri estivi, i servizi socio-educativi territoriali, i centri con funzione educativa e ricreativa per i minori;

c) incentivare il coinvolgimento attivo degli enti del Terzo settore e degli enti religiosi che svolgono attività di oratorio o attività similari, attraverso forme di co-programmazione e di co-progettazione previste dagli articoli da 55 a 57 del codice del Terzo settore;

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